Collezione: Gin giapponese

Se il gin è principalmente associato al Regno Unito, il Giappone è anche un grande paese produttore. I gin giapponesi spesso associano ginepro, erbe, spezie e aromatici a note asiatiche come tè verde, zenzero, fiori di ciliegio, agrumi, yuzu o pepe sansho.

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  • Yama Gin ⋅ 40% ⋅ 700 ml

    •Prodotto con l’acqua pura del Monte Fuji.•Aromi freschi che uniscono yuzu, pompelmo e pepe sanshō.•Da gustare liscio, in gin tonic, gin fizz o in vari cocktail.Un...

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Scopri di più sul gin giapponese

Il gin giapponese è un distillato relativamente recente rispetto al whisky giapponese o allo sakè, ma sta vivendo un rapido boom. Sebbene il gin sia storicamente un prodotto occidentale, le distillerie giapponesi hanno saputo adattare il proprio know-how, in particolare quelle specializzate nel whisky, come Nikka, o i produttori di shochu.

Negli anni 2010, marchi come Roku, Etsu, Komasa e Sakurao hanno reso popolare il gin giapponese integrando botaniche giapponesi uniche: yuzu, sakura, bacche di sansho, pepe, agrumi di Okinawa e persino tè verde. Questi ingredienti conferiscono note delicate e speziate, ben distinte dai gin occidentali.

Oggi, i gin giapponesi sono apprezzati per i loro aromi raffinati, la produzione spesso artigianale e il loro legame con la cultura dei distillati artigianali. Numerose edizioni limitate e gin invecchiati in botte (cask-aged) arricchiscono l’offerta, rendendo il gin giapponese un must per gli appassionati di distillati in Francia e altrove.

Il gin giapponese si distingue per il suo sottile equilibrio tra tradizione e innovazione. A differenza dei gin occidentali, mette in risalto botaniche locali uniche come lo yuzu, il fiore di sakura, il pepe sansho, il tè verde o ancora gli agrumi di Okinawa. Questi ingredienti conferiscono note fresche, floreali e speziate, donando al gin giapponese una raffinata complessità.

Le distillerie giapponesi, spesso specializzate nel whisky o nello shochu, applicano un savoir-faire artigianale e un processo di distillazione preciso, privilegiando piccole produzioni ed edizioni limitate. Marchi come Roku, Nikka Coffey Gin, Etsu o Sakurao sono diventati emblematici di questo approccio.

Il modo migliore per degustare un gin giapponese dipende dalle sue botaniche e dal suo profilo aromatico.

Liscio o con ghiaccio: per apprezzare appieno le note di yuzu, sakura, pepe sansho o tè verde, un gin come Roku o Etsu va degustato idealmente liscio o con un grosso cubetto di ghiaccio.

Gin Tonic giapponese: abbinate un gin giapponese a una tonica leggera per non coprire i suoi aromi delicati. Aggiungete una fetta di yuzu, una scorza di limone o una foglia di shiso per esaltarne i sapori.

Cocktail raffinati:

  • Martini giapponese: un gin come il Nikka Coffey Gin o il Sakurao si sposa bene con il vermouth secco e un tocco di scorza di agrumi.
  • Negroni rivisitato: sostituite il gin classico con un gin giapponese invecchiato in botte per ottenere note legnose e umami.
  • Ukiyo Spritz: mescolate il gin Ukiyo con sakè frizzante e un goccio di yuzu per un tocco originale.
  • Sushi e sashimi: un gin giapponese come il Roku o l’Etsu, con le sue note floreali e agrumate, si abbina perfettamente al sushi o al sashimi di pesce fresco. Lo yuzu e il tè verde conferiscono un tocco leggero che si sposa bene con il pesce crudo.
  • Tempura: i sapori croccanti della tempura (verdure o gamberetti fritti) sono esaltati dalla freschezza e dalla nota speziata del gin giapponese. Il gin Sakurao, ad esempio, con le sue note floreali e botaniche, crea un piacevole contrasto con la leggerezza della frittura.
  • Yakitori: Per gli spiedini di pollo alla griglia (yakitori), scegliete un gin come il Nikka Coffey Gin. I suoi aromi più ricchi e speziati si sposeranno bene con il gusto umami della carne alla griglia, soprattutto se marinata con salsa di soia.
  • Tagliatelle soba o udon: un gin giapponese come il Komasa Gin, che utilizza bacche di ginepro ed erbe giapponesi, può accompagnare i piatti a base di tagliatelle. Aggiungete un tocco di pepe sansho o di yuzu al gin per esaltare il gusto delle zuppe giapponesi, conferendo al contempo freschezza al piatto.
  • Formaggi stagionati: alcuni gin giapponesi invecchiati in botte, come quelli della distilleria Château Komasa, si abbinano perfettamente a formaggi stagionati come il roquefort o il brie de meaux, creando un connubio sorprendente tra il lato fruttato del gin e la ricchezza del formaggio.

Macerazione: estrazione degli aromi

La macerazione consiste nel lasciare in infusione ingredienti solidi (frutta, piante, spezie) in un liquido alcolico al fine di estrarne gli aromi, i colori e, talvolta, i principi attivi.

  • Il liquido utilizzato può esserealcol neutro, vino o un altro distillato.
  • Questo processo può durare da poche ore a diversi mesi a seconda dell’intensità aromatica desiderata.

Maturazione: evoluzione del gusto nel tempo

La maturazione, detta anche invecchiamento, indica il periodo di riposo di un alcolico, spesso in botti di legno (principalmente di rovere), al fine di arricchirne il sapore e la complessità.

  • A contatto con il legno, l’alcol assorbe tannini e composti aromatici che gli conferiscono note legnose, vanigliate o speziate.
  • La maturazione può durare da pochi mesi a diversi decenni, a seconda del tipo di bevanda alcolica.

Ricette di cocktail a base di gin giapponese

L'abuso di alcol è pericoloso per la salute; consumare con moderazione. L'acquisto di alcolici è riservato ai maggiorenni, in conformità con la legislazione vigente nel proprio Paese.